RISULTATI

PREMIAZIONE

 

Cerimonia di premiazione del 7 dicembre 2019, ore 17.00, Sala Polifunzionale ATER Rieti. Con la partecipazione dell'assessore ai Servizi Sociali di Rieti Giovanni Palomba e dell'assessore alla Cultura di Rieti Gianfranco Formichetti.
 

PLA 2019
Opuscolo del Premio Letterario Amarganta V - Edizione 2019
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Può un uomo di colore, ricercato per omicidio, fuggire da New York, sbarcare clandestinamente in Sicilia, mischiarsi a un gruppo di migranti e tentare poi di costruirsi una nuova, inaspettata esistenza? Joe intreccia la sua storia con quella di un giovane che spera in un cuore nuovo, di un tenace colonnello della Finanza che non vuole arrendersi al suo male, di un ex-poliziotto arabo in attesa di riscuotere il frutto di un furto milionario e di altri singolari personaggi. Uomini soli che cercano improbabili vie di fuga da un destino già scritto. Non basteranno il travaglio interiore e le drammatiche esperienze che si trascinano addosso: essi si troveranno, infatti, coinvolti in un’indagine sul tragico traffico clandestino di organi umani. Non c’è nulla di razionale nell’oscura realtà nella quale si muovono, ma ciascuno di loro non cessa di battersi per il proprio riscatto. Joe potrebbe salvare se stesso, la sua libertà e forse anche la vita del suo giovane amico. Dovrà però accettare un rischiosissimo baratto. Massimo Polimeni, catanese, è giornalista con un lungo trascorso da dirigente d’azienda. Ha scritto per il teatro, fondato e diretto IN.TEA (Iniziative Teatrali), realizzato documentari per la RAI. Ha a lungo vissuto all’estero (Seul, Tokio, New York), vive a Roma. Ha pubblicato “In Sicilia, un’estate” (2015) e “Quel che resta oltre il buio” (2017), entrambi editi da Nulla Die.

 

Un romanzo originale, dalla struttura narrativa flessibile ed elegante, che avvolge il lettore con stile agile, capace di rendere con efficacia le molte sfaccettature della storia. Catania è il centro di una narrazione che esce dai limiti geografici grazie ai personaggi variegati, delineati con un giusto mix di perizia e leggerezza, ma anche per merito dei dialoghi scattanti che rendono ancora più adrenalinica l’incedere dell’azione. 

Sono combattive, passionali, vulnerabili, vendicatrici, materne; in una parola: donne. Donne sospese tra passato e futuro in affascinanti sequenze spazio temporali, le resilienti protagoniste di "Lei", brevi e profondi ritratti di figure femminili provenienti da tutti i mondi possibili. Ci sono il fantasy classico e la fantascienza, vicende ambientate sulla Terra, su altri pianeti o in mondi alternativi, squarci sul fantastico, incursioni nelle favole, ghost stories, suggestioni prese in prestito da opere d'arte o echi di accadimenti storici. Leggendo oltre le righe, si scoprono metafore sottili nei racconti di Monica Serra. Il fantastico rimane la cornice che delimita queste storie originali ambientate in "altri mondi" che, spesso, di simile al nostro hanno solo i sentimenti.

 

 

Una scrittura avvolgente, scenari originari imperniarti sulle diverse tonalità del fantastico, accumunati da una presa diretta che cattura il lettore catapultandolo oltre il tempo, in dimensioni alternative, in mondi lontani. Il sipario si apre e si chiude sulle eroine cesellate con non comune abilità stilistica, che percorrono storie su binari estremi  che infine, oltre l’apparenza, confluiscono in una coralità sorprendente.     

San Silvestro 1999. Guglielmo e la sua vita in apparenza serena, senza ombre. Gemma, la sua ragazza, l'unica per cui abbia provato qualcosa che andasse oltre il puro piacere fisico. Angelica, una madre affettuosa e presente. Filiberto, padre freddo e distaccato. E infine Luana e Lucio, gli antagonisti della storia, coloro che tenteranno di distruggere la vita di Guglielmo, di strapparlo ai suoi affetti per realizzare un progetto diabolico e folle di una mente malata e demoniaca. Ma la vita è fatta anche di scelte. Saprà Guglielmo sciogliere i nodi che lo soffocano e tornare ad impadronirsi della sua vita?

 

Con grande potenza descrittiva, l’autrice incasella una storia dinamica, avvincente, dalle tinte thriller con particolare perizia nella descrizione dei personaggi. Le sfaccettature esoteriche, i dialoghi veloci, i colpi di scena calibrati creano una trama d’impatto estremamente godibile.

Quando l'ispettore Ljudevit Alecsandri si lancia nell'ennesimo inseguimento del suo nemico, ha due certezze: che il demone di Cluj non arresterà la sua sete di sangue e che la sua amata Helena ormai non c'è più. Accompagnato dal fedele dottor Mesmer intraprende un viaggio alla volta di Vienna, scenario tanto bello quanto crudele, nuova testimone di efferati delitti. Nella capitale si è pronti a giocare una partita le cui pedine sono tutte nuove e aspettano, ignare, che sia la mano dell'ispettore, sempre più in lotta con le sue ombre, o del demone a fare la prima, eclatante mossa. E a continuare il proprio gioco fino all'ultimo duello.

 

Un thriller ricco di contaminazioni, dal ritmo vivace,  coraggiosamente ambientato nella Vienna del 1871 e ambiziosamente modellato sulla melodia del requiem incompiuto di Mozart. Un ottimo mix di dialoghi, monologhi, descrizioni, introspezioni con abile scelta di personaggi primari e comprimari che si muovono su uno scenario spettrale ma pure variegato, sostenuto da una scrittura morbida e classica capace di rendere verosimile la tensione tra i demoni reali e quelli della mente.

Protagonisti di questa storia ironica e fuori degli schemi un gruppo di strampalati amici, un po’ in là con gli anni ma con l’entusiasmo di ragazzini scatenati, alle prese con un’incredibile avventura. Tra una partita a carte e un cruciverba, i nostri s’imbattono in un omicidio e nel furto di una vecchia moneta di enorme valore. Capitanati dall’impavida Olga, gli arzilli vecchietti mettono in atto un ingegnoso piano che proverà a trasformarli in intrepidi giustizieri dai capelli d’argento. Ma sulla loro strada si presentano ostacoli e imprevisti di ogni tipo. Riuscirà la sgangherata banda di nonnetti a dipanare il bandolo della matassa.

 

Una commedia godibile, dal tocco leggero, che ruota su un caso da risolvere  ma soprattutto sulla simpatia dei personaggi, sui dialoghi veloci e sui continui cambi di inquadratura. L’ambientazione realistica che si snoda tra i carruggi di Genova, si sposta nella casa di Olga e poi nel mondo dei suoi amici investigatori alla buona come lei, strappando un sorriso innanzi alla godibili caratterizzazioni che rendono la trama ironicamente sopra le righe.

Ornella Fiorentini è una pluripremiata poetessa e scrittrice. Vive a Ravenna dove fa parte del comitato di redazione della rivista bimestrale "It's different Magazine" per cui scrive articoli e racconti. Prima di A bocca chiusa ha pubblicato i romanzi noir Il cuore a fette (2004), Cuore d'artista (2006), La bambola di Solange (2009), la raccolta di racconti noir Teodora Degli Innocenti (2007), la raccolta di haiku e poesie in versi liberi "Diamanti (2009), il romanzo fantasy Obiettivo Veronika (2010), e il romanzo per l'infanzia Le stelle di San Lorenzo (2010). CONTINUA

 

Ornella Fiorentini dà un’originale veste nuova al desiderio ineffabile della ricerca di se stessi che è della cicogna che desidera diventare donna, tracciando già dalla premessa il legame delle magiche favole dei tempi andati col richiamo a La sirenetta di Andersen. Nel romanzo, tuttavia, la fiaba si sposa con la realtà dei nostri tempi e la vicenda si dipana tra le avventure dei molti personaggi che  contornano il ganglio sensibile del tema della violenza infantile. Un volo dal gusto raffinato che  accompagna il lettore verso l’epilogo intriso di misticismo e serenità.

Non sarà successo soltanto a Stephen Dedalus, ma ad ogni scrittore, di farsi questa domanda. “Chi mai in qualche dove leggerà queste parole scritte?”. Forse un bambino, distante e ignoto. Con gli occhi stanchi dei nostri racconti, dei nostri giri di parole da adulti. Stufo della finzione, si è addormentato e sogna la realtà. Una realtà pura e qualunque, che finisce per popolarsi dei medesimi luoghi, storie, personaggi di cui aveva letto. Quelli veri e quelli sognati: ecco, sono sempre loro, pagine dello stesso libro. Potrebbe destarsi all'improvviso quel bambino e ritrovarsi già adulto. Scaraventare a terra quel libro logoro e stantio e mettersi piuttosto a scrivere lui stesso. Finché gli capiterà di chiedersi: “Chi mai in qualche dove...”

 

Sei racconti, una girandola di parole, pensieri, idee, personaggi nella loro varietà accumunati da una tensione di fondo: la magia della frase che modella e sconvolge la tensione di temi universali: la morte, la malattia, l’amore. L’autore riesce nella scommessa di ingannare il lettore, riproponendo ricette che risiedono nella memoria inconscia di ogni amante della letteratura classica, proponendosi come prolungamento estemporaneo degli autori (Borges, Faulkner, Hawthorne, Kafka, Poe) a cui dichiara di ispirarsi, con ragione e con merito. Una discesa veloce, capace di far perdere consapevolezza del dopo e del quando e di suscitare angoscia ma anche senso dell’infinito.      

Con il titolo I racconti di Babbo Natale la letteratura sul Natale si arricchisce di quattro storie che l’autore immagina di raccontare al proprio bambino per farlo addormentare.

C’è molto di autobiografico nella raccolta, poiché l’autore cerca di ricreare l’atmosfera magica del Natale ripescando nei ricordi ormai troppo lontani, la trepidazione e l’attesa del Babbo Natale con i suoi doni che arriva nella notte della vigilia della festa più bella dell’anno.

I bambini protagonisti Milo, Peter, Pietro e Pedro credono in Babbo Natale come credevamo anche noi, per cui è grande il senso di appagamento nel ricevere i doni natalizi che ripagano della lunga attesa dell’omone dalla barba bianca e dall’abito rosso, portato su un carro trainato da otto renne.  Il libro I racconti di Babbo Natale solo in apparenza è un libro per bambini; con le sue favole natalizie esso, incredibilmente, è rivolto agli adulti proprio perché loro non credono più in Babbo Natale. Nei racconti si riesce a cogliere il rimpianto per quel momento della vita in cui il prodotto della fantasia bastava a rendere felici, e per quei tempi del passato in cui ci si accontentava di poco e in cui ingenuità e semplicità non erano difetti ma grandi valori dell’esistenza.

 

 

il titolo semplice con un richiamo immediato e inequivocabile, racchiude a sorpresa un excursus originale il cui motore carbura sul desiderio genuino di restituire l’incanto di una festa all’immaginario dei bambini dei nostri tempi.  La semplicità delle storie, i ruoli consolidati dalla tradizione ma adeguati senza forzature a una visione più moderna e variegata, mantengono un gusto fiabesco raggiungendo l’obiettivo di sfiorare con garbo il cuore dell’infanzia.

Ci sono luoghi che come specchi riflettono l'anima di chi li vive. E Via Pacconi, in un certo senso, era proprio uno di questi luoghi, abitata da gente onesta e umile. Circa a metà della via, nel punto in cui tutti erano soliti chiamare "alla luce" a mezzogiorno gli uomini si riunivano per parlare del più e del meno. Usanze, tradizioni, storie di amore e di sacrifici si intrecciano in queste pagine dando vita a un romanzo che ci racconta la vita in un paese nelle campagne di Lucca nel secolo scorso e i giorni in cui gli italiani nel 1946 votarono la Repubblica. Con un linguaggio diretto ed essenziale, intessuto di emozioni e sentimenti profondi, si raccontano le storie di vari personaggi e ognuno si disvela al lettore a partire spesso dal proprio soprannome che già ci racconta una parte della sua vita. Così incontreremo il Sagrestano, la vedova del paese Nona, Ida e il figlio Chiodo, il taciturno Nero, i fratelli Zebedei e ci commuoveremo con la storia d'amore di Anna e Rinaldo.

 

Storie minute all’interno della storia grande, un piccolo borgo di Lucca che racchiude l’essenza di un intero Paese. La memoria dell’autore si fa parola e con semplicità arriva al lettore che raccoglie con immediatezza l’eredità di ricordi che riconosce come autentici. La mancanza di artefatti  restituisce la magia dell’infanzia e riesce nella difficile impresa di sorprendere per la genuinità di personaggi e il loro pensare semplice che affonda le radici nella comune accezione di noi stessi.

«Come dice scusi? Qualcuno si è introdotto nella sua biblioteca ed hanno sfasciato tutto?»

«Sì. Ha capito bene. Stamattina, poco fa quando sono arrivato per aprire come tutte le altre mattine, ho trovato la porta accostata e la serratura forzata, rotta.

Ho pensato di averla lasciata aperta io ieri sera uscendo, ma non poteva essere. Controllo sempre e…»

«Capisco, ma di quale biblioteca si tratta? Le hanno rubato libri, ha subito danni?»

 

Un commissario e la denuncia di un’intrusione. Nasce così il breve romanzo di Irneari, per poi scivolare veloce tra dialoghi fulminei, rapidi pensieri e scattanti riflessioni che scandiscono i ritmi di un’indagine portata avanti in prima persona con un piglio deciso che si infrange nei meandri di un gioco illusorio fino all’efficace colpo di scena finale.

Una compagnia mineraria impegnata nello sfruttamento di un pianeta fra i più remoti dell'Universo, un tecnico di laboratorio addetto a un compito fin troppo banale per essere vero, una compagine piuttosto eterogenea di navigatori spaziali, militari, aspiranti diplomatici, umanoidi, alieni e una battaglia che descrivere fra bene e male sarebbe troppo facile, in un crescendo di azione e tensione fino all'epico scontro contro un nemico con la enne maiuscola. Astronomia, fisica, scienza e fiction si fondono con il mito, la religione e un immaginario collettivo dove ogni tassello si incastra perfettamente per restituire una visione coerente di quella che può essere, a buon titolo, definita una versione affascinante della storia del mondo. Un racconto corale dove ogni singolo protagonista rivela, pagina dopo pagina, un'identità che ogni lettore saprà riconoscere e al quale l'autore sembra dare una storia e un perché. Tutto non è quel che sembra fino al punto finale che in realtà è solo l'inizio.

 

Un excursus in un futuro lontano, una storia complessa che incrina il muro del tempo costruendo un orizzonte variegato delineato con abilità e sapiente dosaggio  di colpi di scena e momenti di introspezione. Lo stile veloce e l’intreccio narrativo rendono la lettura empatica e riescono nella difficile impresa di conferire una godibile struttura tridimensionale a un racconto di fantascienza.

Villaggio di Fochabers, Scozia. Il giovane scrittore Fiorenzo, la sua compagna Giada e un loro gruppo di amici vengono invitati a trascorrere alcuni giorni presso l’antica residenza della nobile famiglia dei Macpherson: Hourglass Castle, il Castello della Clessidra. La fortezza, arroccata su una collina nei pressi del villaggio e del fiume Spey, deve il suo nome a una gigantesca, atavica clessidra che troneggia nella sala grande. Ma la clessidra è legata a una terribile maledizione. Il castello irretisce in breve tempo col suo fascino i cuori e i pensieri dei visitatori, diventando teatro di macabri, atroci assassinii perpetrati da una evanescente figura ammantata. Il maltempo e l’assenza di comunicazioni con l’esterno costringono ospitati e ospitanti a trovare una soluzione al mistero senza l’ausilio di altri se non loro stessi, e quella che era iniziata come una piacevole vacanza si trasforma in un incubo multiforme, nel quale si intrecciano vecchi rancori, malcelati dissapori, passioni travolgenti, dolori passati ma mai dimenticati, in un crescendo di tensione che sconfina in puro terrore. Ciascuno è così chiamato con pressione incalzante a confrontarsi con le proprie paure recondite, le ferite ancora aperte, le emozioni represse, i desideri inespressi, a lottare contro la forza indomabile dell’irrazionale per restare padrone di se stesso. Messi di fronte alla minaccia di una morte cruenta per mezzo di qualcuno (o qualcosa) di indescrivibilmente perverso, i ragazzi dovranno infine trovare una via di fuga, in una rocambolesca corsa contro il tempo…

 

Un romanzo d’esordio leggero, tra realtà e fantasia, che si avvale di una documentazione accurata e che ripropone a sorpresa lo schema di un giallo tradizionale in cui i protagonisti tornano i personaggi, l’intreccio delle loro relazioni, il loro mondo interiore e le domande universali che si fondono sulla immortale speranza della vita oltre la morte. 

Il libro è composto da tre racconti ispirati ognuno da fonti diverse. Il primo è stato ispirato da una foto scattata d'estate sui monti dell'Appennino umbro; il secondo è nato da un'esperienza coinvolgente che ho vissuto all'età di sette anni; il terzo rappresenta la mia interpretazione della storia dei nonni paterni, una storia dai contorni sfocati alla quale ho voluto regalare un finale migliore di quello reale.

 

Tre flash istantanei, ritratti delineati con tratto rapido, sentimenti, ricordi e pensieri tra rimpianti, sfide e nostalgie. Il gusto del racconto semplice che si dipana in un difficile equilibrio tra realtà e finzione.   

IL BANDO

Premio Letterario Amarganta
V Edizione

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Il Premio Letterario Amarganta nasce nel 2015 con l’intento di arricchire l'offerta culturale proposta dall’associazione culturale Amarganta a partire dal settembre 2013. Scopo dell’iniziativa è promuovere la letteratura edita digitale, puntando sulla qualità e l’originalità delle opere.

 

 

Scadenza invio opere e pagamento iscrizione: 29 settembre 2019

 

Art. 1 – Il Premio Letterario Amarganta nasce per sostenere e promuovere le opere edite in digitale, dando visibilità alle stesse e ai suoi autori.

Il premio è rivolto ai testi di narrativa, pubblicati in versione digitale (qualunque formato e qualsiasi anno di pubblicazione, anche se di essi esiste una pubblicazione cartacea), pubblicati da una casa editrice o in self.

 

Art. 2 – Al Premio possono partecipare scrittori di tutte le nazionalità purché maggiorenni e le opere iscritte siano in lingua italiana.

 

Art. 3Come partecipare. Occorre inviare una copia digitale del testo con allegata nota di presentazione dell’opera e biografia dell’autore con indirizzo, numero telefonico, codice fiscale, e-mail, all’indirizzo e-mail premioAmarganta@amarganta.eu entro il 29 settembre 2019 (farà fede la data del server del provider). La mail di ritorno erogata dal server attesta l’avvenuta ricezione del testo e sarà convalidata da un’ulteriore email dell’Associazione. Importante, usate come oggetto della mail: “PREMIO AMARGANTA V – NomeDelPartecipante CognomeDelPartecipante TitoloOpera”

 

Art. 4 – Consistenza del premio:

 

Primi tre classificati

Targa di merito

I tre vincitori devono assicurare la presenza alla cerimonia di premiazione prevista a Rieti tra la fine di novembre 2019 e la prima quindicina di dicembre 2019. I vincitori e la data precisa della premiazione verranno resi noti tramite email e pubblicazione sul sito www.amarganta.eu, sezione Premio Letterario Amarganta entro il 17 novembre 2019.  In caso di assenza del primo e/o del secondo classificato, si avrà un avanzamento in graduatoria del secondo e/o del terzo classificato.
Nel caso di opera scritta da più autori, è sufficiente la presenza alla cerimonia di premiazione di uno solo dei coautori.

 

Art. 5 – Il giudizio della Giuria è insindacabile. I rappresentati della giuria sono elencati nella sezione dedicata al premio del sito www.amarganta.eu.

 

Art. 6 – La quota di iscrizione è fissata in 5,00 euro per ebook da pagare tramite bonifico: IT83X0200814606000103971348 - AMARGANTA ASSOCIAZIONE , Unicredit Agenzia Rieti, Piazza Battisti Cesare 7 - 02100 Rieti (RI). Gli autori possono partecipare con più opere, non verranno ammesse opere pubblicate dall’associazione Amarganta. L'associazione Amarganta notificherà all’autore tramite email l’iscrizione dell’opera o delle opere.

 

Art. 7 – La partecipazione al Premio Letterario Amarganta implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento.

 

ART. 8 – Tutela dei dati personali. In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n° 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si dichiara quanto segue.
Ai sensi dell’ART. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all’Art.7, è finalizzato unicamente alla gestione del premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.

Ai sensi dell’ART. 23: con l’invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso copiare nella mail il consenso scritto espresso dall’interessato al trattamento dei dati personali che segue:

 

Consenso al trattamento dei dati

Consapevole che le informazioni da me fornite sono facoltative ma necessarie per la partecipazione al Premio Letterario Amarganta, che il trattamento è finalizzato allo svolgimento delle attività legate al Premio, che i dati saranno trattati nei principi della correttezza, liceità e trasparenza, esprimo il mio libero consenso al trattamento dei dati personali e sensibili da parte dell’Associazione Amarganta ai sensi dell’’art. 13 del D.lgs. 196/2003 e successive modifiche per tutte le operazioni previste nella citata Legge. Il trattamento dei dati personali potrà essere effettuato anche per finalità statistiche e d’informazione sull’attività dell’Associazione Amarganta.

 

Per informazioni
premioamarganta@amarganta.eu

associazioneamarganta@gmail.com

 

 

 

Premio Letterario Oltre L'Arcobaleno
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